I Funghi

DelRe_plinio-vecchio_okLe origini dei funghi erano nell’ antichità ritenute misteriose e spesso legate a riti esoterici. Per il poeta grego Nicandro (ca.185°.C.) erano “il cattivo fermento della terra”.; per altri autori i funghi velenosi prendevano origine dal respiro delle vipere; i tartufi, da Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) naturalista latino, erano comunemente attribuiti alla azione del fulmine. Lo storico greco Strabone (ca 60 a.C.-20d.C.) riteneva che un tipo particolare di funghi (Polyporus tuberaster) derivasse dalla coagulazione della urina della Lince. Durante il periodo dell’ inquisizione(1550) il consumo dei funghi era considerato vicino alla stregoneria in quanto erano ritenuti organismi legati a riti magici e misteriosi. Questo complesso di superstizioni legato ai frequenti casi di morte collegabili all’ uso di funghi, hanno scaturito nel tempo nelle popolazioni una certa “funghifobia”.

Nonostante questo radicato sentimento, il desiderio di poter appropriarsi di questi “frutti” in natura è stato comunque sempre vivo sin dall’ antichità. Già Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) nella sua “Historia naturalis” descrive l’ uso e le raccolte di funghi eduli. Nell’ antica Roma i funghi erano considerati cibi raffinati in particolar modo i tartufi, l’ Amanita cesarea, i Suillus, i Boletus in genere e i Lactarius (ai romani si deve la prima raffigurazione di un Lactarius trovata durante gli scavi a Pompei.

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Raccolta di aereusDSC_1435Oggi, una gran varietà di funghi saprotrofi vengono prodotti e consumati a livello mondiale e molte specie di funghi simbionti vengono raccolti e venduti sotto forma di fresco, secco o congelato. A ciò si aggiunge la moltitudine di specie che, ogni anno, vengono ricercate dai micofagi.

In conclusione, i funghi rappresentano ancora ai nostri giorni gli organismi più amati da tutti coloro che sono vicini alla natura. Nonostante ciò, davvero pochissime persone sono a conoscenza di cosa sono, di quanto sono importanti, qual’ è il loro ruolo biologico e come essi necessitano di una salvaguardia e protezione attenta.

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L’ Orto Botanico-Micologico di Crodo possiede una biodiversità fungina estremamente elevata. L’ elevato valore naturale dell’ area permette infatti lo sviluppo di centinaia di specie differenti. La grande produttività dell’ area permette la fruttificazione di questi funghi per un periodo molto ampio durante sia la stagione estiva, sia quella autunnale. Tra le tante specie ritroviamo le specie di maggior pregio della famiglia delle Boletaceae (Boletus edulis, B. aestivalis, B. erythropus, B. phynophilus, B. badius, B. sub-appendiculatus, Leccinum scaber, L. duriusculum, Suillus grevilleri, S. luteus) ma anche specie bioindicatrici come Hygrocybe punicea e Cantharellus cibarius.

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