Il sito di realizzazione

crodo_0L’ orto Botanico-micologico si pone a 1300 metri s.l.m. nel comune di Crodo, località Cravegna, frazione Paù. ll Comune di Crodo (VB) dista dal capoluogo di Domodossola appena 14 Km ed è raggiungibile da Milano per mezzo di una veloce superstrada che in circa 80 minuti vi conduce all’inizio della splendida e verde Valle Antigorio di cui Crodo ne è il primo comune. Esso è esteso per 61,6 kmq, con altimetria che va dai 397 metri ai 2.948 metri s.l.m. La popolazione residente è pari a 1457 abitanti.

In nessun altro luogo si potrà ammirare le così chiare impronte lasciate dagli antichi ghiacciai che in epoche remote, hanno conferito alla vallata un aspetto grandioso ed aspro nelle forme, modellando e perforando le rocce per l’azione corrosiva millenaria delle acque di fusione hanno formato orridi e marmitte che oggi sono meta di continue visite da parte di turisti.

I boschi di Crodo sono di rara bellezza in quanto sono caratterizzati da una vegetazione molto varia che si adatta perfettamente alla crescita delle più svariate specie fungine: abbiamo una vasta zona che scende verso l’alpe Flecchio ricca di noccioli e betulle con sottobosco erboso; salendo invece verso la Colmine troviamo dei bei castagneti e faggeti che oltre l’alpe Camplero si trasformano in abetaie, peccete e lariceti spezzate da brevi pascoli e ricche di mirtilli.

 funghiQueste aree sono da sempre ricchissime di funghi e per questo frequentati ogni anno da cercatori appassionati che si addentrano alla ricerca di buoni e profumatissimi porcini.
Partendo dal “Pizzo del Frate” ci si può sbizzarrire esplorando il sottobosco nei pressi del sentiero che porta al passo della Colmine (1605 mt.) oppure lungo il sentiero per il monte Cistella che sale attraversando il torrente Alfenza e prosegue nei pascoli di Voma,  Prepiana e Gaiola.

I cercatori più esperti, fin dal mese di luglio controllano minuziosamente l’andamento climatico stagionale, le precipitazioni e le fasi lunari che pare influiscano sulla crescita dei funghi innescando le tanto attese “buttate” ovvero quei brevi periodi di qualche giorno in cui i porcini nascono in gran quantità.

funghi A luglio solitamente si trovano i classici “fioroni” ottimi da essiccare e conservare per insaporire e profumare risotti, sughi o secondi piatti di carne; nel mese di agosto è facile trovare dei bei porcini nell’erba o sotto i noccioli mentre a settembre fra i mirtilli e sotto i pini nascono funghi ottimi cucinati con le tagliatelle fatte in casa o per le classiche trifolate.

A fine settembre, ottobre di solito troviamo sotto i faggi i porcini migliori: scuri, sanissimi ed ottimi conservati sottolio pronti da gustare fra gli antipasti del banchetto natalizio. Il porcino è il re del bosco ma non possiamo dimenticare che esistono centinaia di altre gustose varietà fra le quali i classici finferli o “giallini” buoni saltati in padella, le ottime mazze di tamburo impanate o ancora i noti chiodini conservati sottolio.

Photo gallery