STUDIO DELL’ASCOMICETE CIBORINIA CAMELLIAE, PATOGENO DEL FIORE DI CAMELLIA SPP.

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INTRODUZIONE:

Ciborinia cameIMG_3078alliae Kohn (= Sclerotinia camelliae Hara) è un ascomicete appartenente all’ordine Helotiales. Produce sclerozi neri, di forma variabile, aggregati e inglobanti i residui fiorali dell’ospite. Si formano al suolo dopo la caduta dei fiori e lì passano l’inverno sino a giungere a maturazione nelle stagioni successive quando trovano le condizioni ideali. Producono uno o più corpi fruttiferi (apoteci). Gli aschi sono cilindrici e contengono otto ascospore ialine, unicellulari, ovoidali. Piastra di CiboriniaIn coltura su PDA le colonie fungine appaiono prima bianche, poi da nocciola a grigio più o meno scuro con numerose zonature concentriche e margini talora lobati. Non esistono stadi anamorfici macroconidici, ma sono presenti dei microconidi catenulati prodotti da fialidi a loro volta disposti in spirali su una cellula centrale rigonfia. Queste cellule sono portate in grappoli ramificati a formare degli spermodochi (Kohn e Nagasawa, 1984).

Il patogeno è originario del Giappone, dove fu identificato per la prima volta nel 1919 (Hara, 1919). Nel 1940 fu rinvenuto in California (Hansen e Thomas, 1940) e attualmente nel Nord-America è distribuito laddove sono coltivate le camelie, incluso il Canada. Nel 1993 fu riscontrato anche in Nuova Zelanda dove si è diffuso ampiamente negli ultimi anni (Stewart e Neilson, 1993). Nell’ ultimo decennio la diffusione del patogeno si è estesa in maniera importante anche nei paesi europei (Regno Unito, Germania, Portogallo, Spagna, Francia e, Italia).

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Ciborinia camelliae è un patogeno esclusivo dei fiori del genere Camellia e ci sono dati contrastanti riguardo la possibile resistenza di alcune cultivar o varietà (Rampinini, 2001). Rampinini, 2001 ipotizza che Ciborinia camelliae possa infettare anche le gemme vegetative prossime ai fiori colpiti.

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I primi sinCiborinia_camelliae__Camellia_flower_blight-001tomi sono rappresentati da un leggero imbrunimento delle venature dei petali, presto accompagnato dalla comparsa sugli stessi di piccole macchie scure, che successivamente si espandono fino a provocare il completo imbrunimento del fiore. Questi sintomi non sono molto tipici e possono essere facilmente confusi con danni da freddo o altre avversità3807-large fungine, quali ad esempio Botrytis cinerea e Sclerotinia sclerotiorum. In adatte condizioni di umidità si può rinvenire un anello di micelio feltroso biancastro alla base della corolla. I fiori colpiti cadono precocemente al suolo e successivamente si formano gli sclerozi che inglobano la base del singolo petalo o di più petali. In quest’ultimo caso si origina una struttura imbricata nerastra che ricorda l’aspetto del calice fiorale. Gli sclerozi possono restare vitali per circa 5 anni e in condizioni ottimali, producono numerosi apoteci.  Dagli apoteci si liberano le ascospore, che infettano i fiori  a partire dal momento in cui dai boccioli fuoriescono le punte dei petali.

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  • Kohn L.M., Nagasawa E. (1984) – A taxonomic reassessment of Sclerotinia camelliae Hara (= Ciborinia camelliae Kohn), with observations on flower blight of camellia in Japan. Trans. mycol. Soc. Japan, 25: 149-161.
  • Rampinini G. (2001) – Il marciume dei fiori di Camellia. Clamer informa, 26, 6: 21-29.
  • Hansen H.N., Thomas H.E. (1940) – Flower blight of camellia. Phytopathology, 30: 166-170.
  • Stewart T.M., Neilson H. (1993) – Flower Blight – A new disease of Camellias in New Zealand. New Zealand Camellia Bulletin, 18, 3: issue 116.

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OBIETTIVI DLLA KCS BIOTECH:

La KCS Biotech in collaborazione con la Società italiana della Camelia e la Società Svizzera della Camelia si pone come scopo quello di studiare questo patogeno.

Nel dettaglio la KCS Biotech sviluppa le seguenti ricerche:

1) Acquisizione di differenti ceppi di Ciborinia camelliae provenienti da Italia, Spagna ed altri paesi europei e valutazione morfologica e molecolare della variabilità esistente.

2) Valutazione delle condizioni ambientali che permettono la diffusione della malattia sui fiori di Camelia

3) Prove di crescita di C.camelliae su terreno semi-selettivo al fine di individuare un protocollo efficiente per il riconoscimento e la quantificazione in campo delle ascospore aereodiffuse di C.camelliae mediante l’ utilizzo di spore trap.

4) Esperimenti di lotta biologica in vitro utilizzando terreni colturali che mimano le condizioni naturali utilizzando prodotti biologici (agenti di biocontrollo).

5) Prove colorimetriche individuare un reagente che permetta il riconoscimento immediato di C.camelliae direttamente sul fiore di Camelia e la sua discriminazione da altre specie fungine patogene o saprotrofe fiorali.

6) Individuazione di un protocollo di sterilizzazione degli sclerozi, test di germinabilità degli sclerozi in vitro e prove di lotta biologica utilizzando un approccio integrato che implichi l’ ausilio di White Rot Fungi, agenti di lotta biologica e pacciamature limitanti la germinazione degli sclerozi di Ciborinia.