Obbiettivi e Finalità

Hortus Simplicium

Quando fu istituito, circa quattrocento anni fa, l’ orto botanico aveva una finalità molto diversa da quella di oggi.

Vi si coltivavano le piante medicinali, quelle da cui la farmacopea di allora estraeva i medicamenti, chiamati “semplici”.

Era perciò chiamato Hortus Simplicium e associato alle Scuole di Medicina e Farmacia delle Università, costituiva per gli studenti una sorta di palestra dove imparare a distinguere le diverse piante di uso terapeutico.

5Infine, l’orto botanico divenne un centro di ricerca scientifica, dapprima finalizzata alla conoscenza, poi anche alla conservazione del patrimonio vegetale che con il passare del tempo andava sempre più riducendosi per la progressiva trasformazione e distruzione dell’ ambiente naturale.

In seguito iniziarono ad essere coltivate le piante esotiche, provenienti da altri paesi, con il preciso compito di trovare nuove specie utili all’ uomo, di sperimentare la loro acclimatazione e la loro resa produttiva in Paesi diversi da quelli di origine.

DSC_3497Oggi, vi è la necessità di un nuovo concetto di Orto botanico che sia un modello applicativo ambientale, utilizzabile come esempio per la riqualificazione e il ripristino degli equilibri ecologici.

Per tale ragione il progetto della KCS Biotech consiste nella realizzazione di un orto botanico-micologico volto non solo alla preservazione delle specie vegetali autoctone, ma in primis al mantenimento e all’ incremento delle componente fungina presente in esso la quale, considerate le più moderne pubblicazioni scientifiche, risulta essere di primaria importanza per il benessere e lo stato di salute del bosco.

L’ orto Botanico-Micologico rappresenta, quindi, il biota naturale ideale. Questo primo orto botanico-micologico dovrà rappresentare un valido riferimento per tutte le realtà pubbliche e private che operano nel settore ambientale, ed un importante riferimento per il recupero e la conservazione della biodiversità dei propri territori. I risultati ottenuti saranno modellizzati e resi disponibili ad altre realtà pubbliche e private che operano nel settore ambientale.
Il modello definitivo di ripristino e gestione ambientale si configura quindi come un processo applicativo ripetibile, da utilizzare per la riqualificazione delle aree boschive, per la progressiva eliminazione di piante alloctone e per l’incremento della biodiversità.

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