Perchè un Giardino Botanico-Micologico

EcosystemL’ MA (Millennium ecosystem Assessment) definisce un ecosistema come: “A dynamic complex of plant, animal, and microorganism communities and the non-living environment interacting as a functional unit within an explicit space. Humans are an integral part of an ecosystem.”

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Robinia pseudoacacia

Come noto, l’uso sconsiderato del territorio, così come i cambiamenti climatici in atto, sono considerati due minacce per la biodiversità. Il territorio preso in considerazione dal progetto non è esente da questa recessione:  negli ultimi decenni infatti, il patrimonio boschivo è andando incontro a un lento e inesorabile declino a causa di diversi fattori, con contestuale deperimento e regressione dell’intero habitat naturale. Nelle Regioni dell’ alto Verbano, in primo luogo, stiamo assistendo da molto tempo alla forte avanzata di piante esotiche come la Robinia pseudoacacia, il Prunus serotina, la Phytolacca americana, l’Ailanthus altissima, e altre specie che sono responsabili della riduzione della biodiversità della flora dei boschi e delle brughiere; in secondo luogo, il forte disturbo antropico rappresenta il principale fattore di pressione, specialmente nell’utilizzo indiscriminato del sottobosco, risorsa scarsamente protetta di cui si ha poca conoscenza rispetto alla sua enorme potenzialità ambientale.

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Nell’ ultimo decennio questa problematica è divenuta di importanza comunitaria tanto che la ricchezza botanica e zoologica è stata tutelata dall’Unione Europea attraverso l’istituzione di appositi siti di importanza comunitaria (Natura 2000). In questa prospettiva, la Direttiva Habitat ha previsto la costituzione di una rete ecologica europea di Zone Speciali di Conservazione (ZSC), denominata Natura 2000 e comprendente anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS), classificate a norma della Direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 (c.d. Direttiva Uccelli). In Italia la Direttiva Habitat è stata recepita con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi-naturali nonché della flora e della fauna selvatiche”.

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Anche se, queste importanti azioni siano state fondamentali per regolamentare la tutela delle aree boschive, nulla è stato ancora fatto per la componente pedologica nonostante sia scientificamente provato che la salvaguardia del suolo e dei microorganismi ad esso associati è fondamentale per la sopravvivenza ed il benessere a lungo termine del bosco.

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Il suolo è un’entità molto complessa, a struttura e funzionalità eterogenea: respira, assimila, degrada e mineralizza le sostanze organiche, accumula sostanze di riserva sotto forma di humus, e come tutti i sistemi biologici necessita di acqua. Protagonisti di tali trasformazioni sono i microrganismi, che hanno uno sviluppo ottimale se il suolo riceve apporti organici vari ed equilibrati. Da un punto di vista prettamente qualitativo, la componente biotica è costituita da una miriade di microrganismi appartenenti a tutti i differenti regni della Natura ma dal punto di vista quantitativo è principalmente costituita da funghi i quali possono comprendere fino al 90% della biomassa forestale. Questi organismi, a parte la conoscenza dovuta agli aspetti commerciali dei corpi fruttiferi, ovvero degli sporofori, sono ancora poco conosciuti e ancora meno mota è l’ importanza ecologica che essi svolgono nell’ ambiente.

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DSC_3493A tal fine l’ Orto Botanico Micologico di Crodo e della Valle Antigorio rappresenta il primo prototipo di area protetta gestita in primo luogo per la salvaguardia della componente micologica, fondamentale per la sopravvivenza ed il benessere di tutta la flora presente ma per molti aspetti ancora sconosciuta e soprattutto non presa in dovuta considerazione nell’ ottica della riqualificazione ambientale. La riqualificazione ambientale a partire dalla componente micologica vuole rappresentare un nuovo modello di gestione boschivo che sia volto alla tutela del bosco atto a massimizzare la produzione dei funghi, rappresentanti importanti bioindicatori dello stato di benessere dell’ ambiente.

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EU-LIFE-logo_tcm6-26295Questo modello di gestione è in linea con gli obiettivi e le priorità principali dettati dalla Comunità europea tanto che il progetto “orto Botanico-Micologico” nel 2011 partecipò al bando internazionale LIFE + Biodiversity in quanto era in accordo con le linee guida dettate dal bando ” Proteggere, conservare, ripristinare, monitorare e favorire il funzionamento dei sistemi naturali, degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche, al fine di arrestare la perdita di biodiversità, inclusa la diversità delle risorse genetiche, all’interno dell’UE”. Le finalità dell’ Orto Botanico micologico sono in linea anche con gli obiettivi prioritari individuati nel Piano di Azione della comunicazione della Commissione Europea COM (2006) 216 definitivo, “Arrestare la perdita della Biodiversità entro il 2010 e oltre”; nello specifico risponde perfettamente all’obiettivo 1 (salvaguardare gli habitat e le specie più importanti della UE), e all’obiettivo 5 (ridurre sensibilmente l’impatto delle specie esotiche invasive e dei genotipi esotici sulla biodiversità dell’ UE). L’obiettivo principale è in linea con le priorità nazionali italiane per l’anno 2011, definite dal Ministero dell’Ambiente, che indicano  i progetti innovativi e dimostrativi come strumenti per l’attuazione del regolamento LIFE + tra i settori prioritari di azione del Programma pluriennale strategico del Consiglio europeo per la natura e la biodiversità (All.II Reg CE n° 614/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio). Il progetto  incontra inoltre :

- gli obiettivi nazionali italiani indicati nel SNB (Strategia Nazionale per la Biodiversità)  ovvero “mettere in atto programmi e iniziative volte a prevenire l’introduzione e l’invasione di specie alloctone, assicurare la rapida identificazione e rimozione dei nuclei di nuovo insediamento, attivare azioni coordinate di eradicazione e controllo per le specie già insediate nel territorio nazionale e di mitigazione degli impatti sulle specie e gli ecosistemi colpiti”;

- le azioni di contrasto alle specie alloctone invasive in quanto minaccia alla tutela della biodiversità, particolarmente nelle aree Natura 2000.