MHB – Mycorrhizal helper bacteria

Le ultime ricerche in campo  micologico hanno messo in evidenza che, nell’ associazione micorrizica, oltre al legame fungo-pianta vi è una terza importante componente rappresentata dai batteri. Questi organismi sono associati al fungo sia a livello interifale che intraifale e sembra svolgano importanti funzioni come ad esempio l’ aiutare la traslocazione dei nutrienti tra i compartimenti ifali e il produrre metaboliti che aiutano il fungo.

Inoltre, in campo applicativo, si ritiene che la corretta associazione batteri-funghi-pianta possa essere importante per il successo della fase delicata di trasferimento delle piantine micorrizate dall’ambiente controllato di laboratorio alle prove in campo, dove la competizione con la flora indigena del suolo sfavorisce la pianta appena introdotta.

Durante il progetto intitolato “MHB:Mycorrhizal Helper Bacteria”, ci si è proposti di studiare la componente batterica dell’associazione pianta-fungo-batteri.

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Boletus edulis

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La prima fase ha previsto un campionamento di basidiomi fungini appartenenti al genere Boletus spp. associati Castanea sativa, Fagus sylvatica, Picea abies e Abies alba ritenute specie autoctone di interesse particolare per l’habitat che si vuole preservare.

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La scelta delle specie batteriche target è stata invece effettuata partendo da studi bibliografici che mostravano i gruppi di batteri più importanti nello stabilire una simbiosi mutualistica con i funghi simbionti oggetto di studio. Sono stati effettuati campionamenti:

- della micorrizosfera, cioè quella parte di suolo in intimo contatto con l’ectomicorriza;

- del corpo fruttifero del fungo e delle micorrize, per studiare i microorganismi associati al fungo stesso, confrontare le componenti batteriche tra le diverse specie fungine e tra le micorrize e i corpi fruttiferi della stessa specie.

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Le specie batteriche sono state isolate sia su terreni di crescita generici (quali TSA, PCA) che specifici per i taxa che, da letteratura, risultano avere attività di biocontrollo, quali le pseudomonadi fluorescenti (King’s B medium) addizionati degli opportuni inibitori di crescita eucariotica.

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Una volta ottenuto un numero adeguato di isolati si è provveduti alla caratterizzazione delle capacità di biocontrollo (positiva, neutra o negativa) nei confronti della specie fungina della micorriza e di specie fungine patogene della pianta. Sono state valutate diverse associazioni batterio-fungo possibili da utilizzarsi per i test di micorizzazione successivi.

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Una banca dati contente le informazioni degli isolati caratterizzati è stata creata per effettuare le prove di micorizzazione.

Osservazioni in microscopia in epifluorescenza della rhizosphera e delle micorrize  sono state realizzate per caratterizzare la componente batterica in relazione alle interazioni spaziali con i peli radicali, nelle diverse prove.