Produzione spawn ed induzione alla fruttificazione di nuovi ceppi selvatici di funghi saprotrofi con proprietà nutraceutiche

Flammulina velutipes)

Flammulina velutipes in ambiente naturale

I funghi possono essere classificati in tre differenti categorie in base alle loro strategie nutrizionali: saprotrofi, patogeni e simbionti. I funghi più comuni che crescono praticamente su praticamente qualsiasi substrato sono saprotrofi, organismi decompositori che vivono degradando la sostanza organica sulla quale crescono come legno, foglie, ecc. Il materiale vegetale legnoso può essere usato come substrato di crescita per i decompositori primari (White Root Fungi) come il Pleurotus ostretus, il Ganoderma lucidum, ecc. i quali posseggono enzimi ligninocellulosici. Dall’ altro lato, decompositori secondari (Brown Root Fungi) come l’ agaricus bisporus richiedono substrati più ricchi o già parzialmente degradati dai compositori primari o da batteri. Infine, vi sono i decompsitori terziari (Soft Root Fungi) che sono principalmente microfunghi (subphylum Mucoromycotina) ci quali si nutrono esclusivamente di sostanza organica ricca di nutienti.

I funghi saprotrofi per svilupparsi richiedono azoto, carbonio, composti inorganici e soprattutto risorse di carbonio sottoforma di cellulosa, emicellulosa e lignina. Quindi substrati come cotone, segatura, semi, pannocchie, canna da zucchero, ecc. possono essere utilizzati come substrato per i funghi. Comunque ogni specie di fungo predilige una specifica composizione di substrato; ad esempio l’ Agaricus bisporus richiede un elevata concentrazione di azoto, mentre la Lentinula edodes o il Pleurotus ostreatus prediligono meno azoto e più zuccheri. Il micelio fungino secerne enzimi digestivi nel substrato e assorbe i nutrienti che si dissolvono.

La coltivazione dei funghi è molto antica. Già Ateneo (II° secolo d.C.) consigliava l’ interramento di letame equino sotto un albero di fico e un continuo innaffiamento per poter coltivare i funghi. Il filosofo greco Teofrasto (382-287 a.C.) parla in forma ampia dei funghi e della possibile coltivazione usando letame (facendosi probabilmente riferimento all’ odierno prataiolo. Sono infine rintracciabili molti suggerimenti per la produzione di funghi eduli come ad esempio l’ interramento di porzioni di legno invase da miceti o il loro ricovero in cantine e grotte.

Xerula sp.

Xerula sp.

La coltivazione dei funghi implica l’ utilizzo di grandi aree chiuse e condizionate, di efficienti sistemi di sterilizzazione o pastorizzazione dei substrati, di sistemi di filtraggio e di dispersione. I substrati sono spesso un insieme di componenti che sopperiscono alle esigenze del fungo in termini di carboidrati, proteine ed altri macronutrienti e micronutrienti.

Il mondo dei funghi saprotrofi ha un giro di affare di centinaia di milioni di euro l’ anno.
Nei paesi occidentali regna la produzione dello champignon e del Pleurotus ostreatus anche se negli ultimi anni si stanno scoprendo nuove specie come l’ agrocybe aegerita, il Pleurotus eryngii e la Lentinula edodes.
Nei paesi orientali invece il consumo di funghi è molto più importante e più di 50 specie vengono comunemente coltivate.

Anche se apparentemente ricco, il settore dei funghi saprotrofi è paradossalmente povero. Infatti, l’ elevato costo di produzione dovuto principalmente alle attrezzatura, alla gestione delle aree, ai processi di sterilizzazione e disinfezione, incubazione e fruttificazione, alla timesheet breve ed ai prezzi elevati dei substrati portano al produttore alla cosidetta “lotta dei poveri”.

La KCS Biotech si pone come obbiettivo quello di isolare dall’ ambiente naturale nuovi ceppi fungini delle specie attualmente commercializzate e testare la capacità di crescere su substrati artificiali. Lo scopo è quello di individuare ceppi che, rispetto a quelli già in commercio, siano in grado:

  • di colonizzare più velocemente il substrato;
  •  crescere su substrati più poveri (a basso costo);
  • avere una resa di fruttificazione più alta (peso corpi fruttifero\peso substrato)

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Inoltre, un obbiettivo importante e riuscire a coltivare specie di pregio che attualmente non sono coltivabili oppure il processo di coltivazione è estremamente difficoltoso, come ad esempio: